I prodotti preferiti di Marie Robert

La giovane chef ha selezionato tre prodotti simbolo del suo territorio particolarmente adatti alle sue creazioni.


Marie ha scelto tre prodotti simbolo del suo territorio e della sua identità di chef. Si tratta di tre ingredienti che saranno protagonisti della SharedKitchen di febbraio e del suo incontro con Nenad Mlinarevic. 

 

Cominciamo con il Seld des Alpes. Non c’è da stupirsi, visto che il suo ristorante si trova a due passi dalle celebri saline: un’importante destinazione turistica per la regione e un passaggio obbligato per le scolaresche in gita d’istruzione, i curiosi e gli amanti della buona cucina. Al Café Suisse, il sale di Bex fa bella mostra di sé su ogni tavolo, in cristalli in piccole saliere rotonde oppure in combinazione con diversi tipi di burro aromatizzato. Lo troviamo sul menù, ad esempio con un carpaccio di cervo marinato con sale e mousse di marroni: «Mi piace anche cucinare il salmone al sale di Bex e alla bietola. Questa marinata gli conferisce un bel colore pur mantenendo tutti i sapori. Dopo averlo lasciato marinare, tolgo il pesce, lo sciacquo ed ecco pronto un piatto al contempo semplice e gustoso».



Un altro ingrediente apprezzato dalla giovane chef è la raisinée (anche chiamato vin cuit) di mele. La raisinée proviene dalla tenuta dei fratelli Dutruy, i cui vini sono a loro volta disponibili al Café Suisse. «È un prodotto molto concentrato, che si ottiene cuocendo in un grande calderone e per tante ore il succo della frutta al fine di ridurlo e fare concentrare gli zuccheri». Va quindi utilizzato con moderazione. «Si tratta di una tradizione molto antica, che io associo ai miei ricordi d’infanzia di quando la mangiavamo con le meringhe o nei dolci. La raisinée è fantastica con pollame e carni bianche. La utilizzo come base per le salse, servita con un suprême di piccione affumicato al legno di faggio, un bel pollo oppure nella maniera più classica, nei dolci...»



Infine, anche l’olio di noci prodotto al Moulin de Sévery è il frutto di una tradizione molto antica nella regione, che era stata quasi dimenticata ma poi è stata rilanciata qualche anno fa da un gruppo di produttori che hanno cominciato a coltivare frutteti di noci. «L’oleificio di Sévery è molto antico e il suo olio di noci è straordinariamente profumato. In esso racchiude un gusto unico e delicato ma al contempo deciso, incarnando così lusso e territorio. Mi piace moltissimo con la tartare di manzo, con un leggero tocco di tartufo bianco. Ma anche su tutti gli antipasti: carpaccio, insalatine, capesante, purè di patate. Si tratta di un olio concentrato con un aroma pronunciato. Bastano poche gocce per profumare un piatto».